A𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 C𝐨𝐧𝐟𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 – R𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟎 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔. U𝐧’𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞, 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’E𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚.
Assemblea di Confcommercio 2026 a Roma, un appuntamento di grande rilievo per il mondo delle imprese, del commercio, del turismo e dei servizi, alla presenza del Presidente Carlo Sangalli e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nel suo intervento, il Presidente Sangalli ha richiamato l’attenzione su temi centrali per il futuro del Paese: il valore dell’imprenditoria, la competitività delle imprese, il lavoro di qualità e il ruolo strategico dell’Europa, nata come progetto di pace e che deve continuare a essere presidio di pace, cooperazione e sviluppo.
Particolarmente significativo il riferimento alla necessità di un paziente lavoro di tessitura nelle relazioni strategiche con gli altri Paesi, rafforzando il ruolo dell’Italia in uno scenario internazionale sempre più complesso. Un riconoscimento importante è stato rivolto al nostro Paese anche per l’impegno sui grandi temi energetici che incidono direttamente sulla competitività delle imprese, compreso il dibattito sul nucleare come possibile passaggio decisivo per garantire sicurezza energetica e sostenibilità.
Grande attenzione è stata dedicata anche all’Intelligenza Artificiale, una trasformazione che sta già investendo i nostri settori e che richiede un profondo ripensamento delle competenze, dell’organizzazione del lavoro e dei modelli d’impresa. Un cambiamento che, come sottolineato da Sangalli, deve essere accompagnato da criteri chiari, controlli effettivi e da una governance ispirata alla partecipazione, affinché comunità e corpi intermedi non siano semplici destinatari di decisioni prese altrove, ma protagonisti del cambiamento.
Al centro del dibattito anche la democrazia economica e il valore del lavoro, fondamento della nostra Repubblica e della rappresentanza d’impresa. Il sistema Confcommercio rappresenta oltre 5 milioni di lavoratori e può contare su un consolidato e innovativo sistema di welfare contrattuale nei comparti del terziario e del turismo.
È stato inoltre ribadito un principio fondamentale: quando il lavoro si svaluta, si indebolisce l’intero sistema economico e ne risentono imprese, lavoratori e comunità. In questo senso è stato riconosciuto al Governo l’impegno nel promuovere maggiore equità e trasparenza, con particolare riferimento al concetto di “salario giusto”, che valorizza qualità del lavoro, competenze e produttività, distinguendosi da una semplice logica di salario minimo.
Qualità del lavoro, crescita delle competenze e sviluppo delle imprese significano anche migliore qualità della vita per le nostre comunità.
Confcommercio continua a rappresentare l’economia delle città: le nostre imprese sono il volto e l’anima dei territori, presìdi indispensabili di sicurezza, inclusione sociale e contrasto al degrado urbano. Per questo sosteniamo una visione strategica che riconosca la micro e piccola impresa come un bene comune da tutelare e valorizzare.
In città sempre più dinamiche e in continua trasformazione, è indispensabile poter contare su regole chiare, stabili ed eque, capaci di accompagnare sviluppo, investimenti e coesione sociale.
